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Analisi
fondamentale.
Vicende e prospettive di unazienda
da Finanza Live
Pubblicato: 29. 02. 2008
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Cosa si domanda un investitore prima
di decidere se acquistare o meno un certo numero di titoli? Ovviamente
cerca di capire quanto convenga investire in quella determinata
impresa, per cui si chiede: di che società si tratta? Come
opera? In che mercato? Contro quali concorrenti? Con che prospettive?
Bene, questi sono gli interrogativi risolti dallanalisi
fondamentale: essa esamina bilanci, informazioni societarie e
analisi di mercato, intervista clienti, fornitori e anche il management.
Ecco alcuni termini che spesso sentiamo menzionare, ma di cui
molti non conoscono il preciso significato:
Patrimonio netto: la somma delle attività
di unazienda dedotta delle passività
verso terzi: si tratta dei crediti ai quali sono stati sottratti
debiti, quello che rimane da questa sottrazione è il patrimonio
netto, ovvero il capitale sociale, gli utili e le riserve.
Utile operativo: la differenza tra ricavi e costi attinenti alla gestione vera e propria dellazienda, per esempio: lazienda è unimpresa commerciale che vende computer? Si sottrarranno dai ricavi delle vendite tutti i costi di acquisto delle macchine, i fitti del locale..ma non si considerano per esempio gli apporti, positivi o negativi, degli interessi e quelli straordinari e non ripetibili: utili da cessioni, operazioni finanziarie, premi..
Utile lordo: la somma dellutile operativo e dei proventi finanziari e straordinari (per esempio interessi sui prestiti concessi o premi). E la base su cui si applica limposizione fiscale.
Utile netto: lutile al netto dellimposizione fiscale.
Cash flow: la somma dellutile netto e degli ammortamenti. Indica le variazioni intervenute, in un determinato periodo, nella liquidità di unazienda per effetto della gestione. Se il cash flow è positivo indica che ci sono risorse liquide (ovvero immediatamente spendibili, denaro che si ha attualmente non crediti futuri!) e limpresa potrà decidere di utilizzarle per esempio per sostituire macchinari usurati o per effettuare nuovi investimenti.
Utile netto per azione (earning per share, EPS): il rapporto tra lutile netto dellazienda e il numero delle azioni ordinarie. E lutile di competenza per ciascuna azione, ovvero quanto spetta ad ogni azionista.
Molti elementi fondamentali vengono dai dati dei bilanci aziendali
(ricordiamo che il bilancio è composto da stato patrimoniale,
che indica crediti e debiti dellazienda oltre al suo patrimonio,
dal conto economico che indica costi, ricavi e utile desercizio
ed infine la nota integrativa). É molto importante paragonare
i dati del bilancio di unazienda con quelli degli anni precedenti
e delle altre società operanti nello stesso settore per
capire se una situazione positiva o negativa si protrae o meno
nel tempo o è solo una situazione temporanea e raffrontare
le posizioni delle varie aziende per poter effettuare la migliore
scelta. Tagli indici non sono altro che rapporti ossia semplici
divisioni tra due dati di bilancio. Ecco gli indici più
importanti:
Yield: il rapporto tra il dividendo e il prezzo dellazione.
Dà una misura della redditività dellinvestimento
azionario, ovvero: lazionista ha investito 10 euro? Questi
10 euro che percentuale di guadagno hanno dato? E significativo
il confronto con lo yield delle aziende concorrenti.
P/BV (price/book value ossia prezzo/valore contabile): il rapporto tra il prezzo di Borsa dellazienda e il patrimonio netto. Normalmente è maggiore di 1, perché la valutazione di unazienda dipende dalla sua capacità di generare utili ed è maggiore della somma delle parti che risulta dal mero valore contabile. il Price/Book, è utile per capire se un titolo è sottovalutato o sopravvalutato rispetto al valore del patrimonio a seconda che il valore del rapporto risulti inferiore o superiore ad 1.
P/E (price/earning ossia prezzo/utile): il rapporto tra il prezzo di Borsa dellazione e lutile netto per azione. Con il rapporto Price/Earning la faccenda diventa leggermente più complessa rispetto al P/BV. Da questo semplice schema, appare evidente come il Price/Earning valuti la redditività e come la convenienza di un titolo cresca al diminuire del P/E. Infatti è più conveniente acquistare un titolo il cui prezzo di Borsa sia solo 10 volte gli utili e non 30!
Il Price/Earnings funziona a questo modo:
con un P/E = 10, il titolo quota 10 volte gli utili, vale a dire
che lutile per azione EPS =10,00% del prezzo;
con un P/E = 15, il titolo quota 15 volte gli utili, vale a dire
che lutile per azione = 6,6% del prezzo;
con un P/E = 20, il titolo quota 20 volte gli utili, vale a dire
che lutile per azione = 5,00% del prezzo;
con un P/E = 25, il titolo quota 25 volte gli utili, vale a dire
che lutile per azione = 4,00% del prezzo;
con un P/E = 30, il titolo quota 30 volte gli utili, vale a dire
che lutile per azione = 3,33% del prezzo.
ROI (Return on investment) è un indicatore di redditività denominato ritorno sul capitale investito o ritorno sullinvestimento. Il ROI è un indice di estrema importanza in quanto permette di valutare la redditività del capitale investito nella gestione caratteristica dellazienda. È dato dal rapporto tra il reddito operativo, vale a dire il reddito generato dalla gestione caratteristica (la gestione tipica dellazienda, per esempio se stiamo parlando di unimpresa che vende mobili si considerano solo i ricavi derivanti dalla vendita di essi e non altre entrate straordinarie) e il capitale investito. Se con lapplicazione della formula si ottenesse un ROI pari all11,20% significa che per ogni 100 Euro di capitale investito si ottengono circa 11 euro di reddito lordo che sono destinati a ripagare i soci e se ci sono, i finanziamenti dei terzi.
ROE (return on equity): il rapporto tra lutile
netto e il patrimonio netto dellazienda. Fornisce una misura
della redditività del capitale proprio. La logica
è simile al ROI. Se dalla formula si ottiene un numero
pari a 7%, significa che il capitale dellazienda ha generato
il 7% di utile netto.
Questi sono i principali indicatori della situazione di unazienda.
Tuttavia nella nostra analisi non possiamo dimenticare che, nel
prevedere la capacità futura di produrre utili, e quindi
dividendi, vanno considerati molti fattori: il contesto economico
generale ovvero la situazione politica, la fase di crisi o di
espansione delleconomia; la situazione particolare dellazienda,
il settore in cui opera e la sua specifica realtà gestionale.
Tutto può servire per arrivare a stimare i profitti ottenibili.
Conoscendo questi indici, analizzando il loro corso storico e
con una giusta dose di fortuna (i mercati sono sempre volatili,
tutto può succedere!), potrete quindi fare ottimi investimenti
e vedere aumentare i vostri risparmi.
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