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un report di esempio
Pubblicato: 21. 02. 2012
E’ arrivato il salvataggio-truffa della Grecia, come ci si attendeva, e subito i mercati hanno applicato il classico detto “buy the rumors, sell the news”.
Dopo la fiammata iniziale, gli indici europei principali hanno sentito tutto il peso dei due mesi di rally speculativo e si sono mestamente avviati verso la fisiologica correzione, frutto delle prese di beneficio di chi “sapeva” come sarebbe andata a finire.
L’accordo raggiunto a fatica nella notte alla riunione dell’Eurogruppo ha sostanzialmente confermato le attese dei mercati. Non ci sarà fallimento “disordinato”, perché dalla complessa operazione di swap e regalie varie non verranno tutti penalizzati nello stesso modo, come avverrebbe giustamente in caso di fallimento “disordinato”. In questa truffa chiamata “ristrutturazione volontaria del debito greco” a rimetterci saranno soprattutto i risparmiatori privati che avevano comprato i titoli greci e gli istituzionali che si erano coperti dal rischio emittente acquistando i CDS, che difficilmente verranno pagati. Costoro subiranno tutto il peso della riduzione di circa il 70% del valore nominale dei titoli greci in loro possesso, accettata da altri anche a nome loro, senza nessun mandato a trattare, ma con la benedizione dei tedeschi. Le grandi banche invece hanno rinunciato solo per finta, poiché in cambio riceveranno finanziamenti di favore a titolo compensativo dalla BCE e saranno probabilmente esentate dal dover pagare il “credit event” sui CDS che hanno emesso a iosa negli anni passati sul debito greco.
A rimetterci moltissimo saranno i cittadini greci, che riceveranno i soldi col contagocce, solo dopo che saranno pagati gli interessi ai creditori e solo se saranno buoni e faranno tutti i compiti che ancora li aspettano. La Troika (gli emissari di UE, BCE e FMI) si installerà in Grecia fino al 2020 e detterà la politica economica al paese, con la scusa di dover vigilare sull’applicazione degli impegni presi da Papademos. La sovranità greca è stata sacrificata sull’altare della diffidenza olandese e tedesca. Per i greci si prospetta il prolungamento dell’agonia, con la troika a pretendere nuove manovre appena si incontreranno intoppi nel processo di risanamento dei conti, che sulla carta dovrebbe portare il rapporto debito/PIL entro il 2020 a quota 120% dal 170% circa attuale. Dato che nessuno ha fatto i conti con la recessione presente e futura, né tantomeno si sta preoccupando di accompagnare le lacrime greche con qualche misura di sostegno all’economia, non occorre essere Vanna Marchi per prevedere il seguito del film: tra qualche settimana si scoprirà che le misure decise fino ad oggi non bastano, perché la recessione incide sul PIL e sul Disavanzo, per cui si chiederanno altri sacrifici ai greci, accompagnati dai soliti rimproveri tedeschi ed il circolo vizioso continuerà fino alla definitiva spoliazione del paese ellenico, che poi verrà scaricato fuori dall’euro, quando le banche franco-tedesche avranno ripulito i loro bilanci.
Come ha dimostrato la gestione di questi anni di crisi, degli ideali europei non importa a nessuno; del processo democratico nell’assumere le decisioni ancor meno; degli interessi dell’eurozona nel suo insieme altrettanto. Quel che conta, per i paesi che Monti chiama “del nord-ovest”, è lucrare i vantaggi competitivi del mercato unico che ingrassa la loro bilancia commerciale e spinge il loro PIL, consentendo alle loro banche di speculare sullo spread. Per quelli “del sud-est” cercare di restare agganciati e truccare un po’ i conti, per indebitarsi a tassi bassi finchè è possibile.
Quando il gioco non è stato più possibile, l’europeismo si è trasformato in legge della giungla e la solidarietà si è trasformata nel più classico “mors tua, vita mea”. Almeno fino a quando si riuscirà a nascondere che in realtà l’euro ci ha indissolubilmente legati e l’affondamento di qualcuno trascinerà sul fondo anche gli altri.
Ma per ora i tedeschi questa semplice verità non l’hanno capita e continuano a scherzare col fuoco delle finzioni e dei trucchetti, per salvare le loro banche ed affondare tutto il resto.
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